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ELENCO NEWS

N.B. I comunicati, le news e le informazioni tutte,  riportate in questo spazio, sono documenti che raccolgiamo direttamente attraverso contatti diretti con la fonte o tramnite ricerche in internet e/o riceviamo dai nostri soci. Le news qui presentate sono attinenti alle attività promosse dall'Associazione I.N.S.E.U. .

La Presidenza

Dott. Massimo Catalucci 

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DESCRIZIONE  NEWS

 

TIPOLOGIA LINK

IL VALORE DELLA VITA  -  Vai al Testo - Link_11

CONEFENZA Co.L.A.P. "Save The Date"   VAI AL TESTO - LINK_10

III GIORNATA NAZIONALE di STUDI S.I.A.F. 

La Professione di Counseling WEEKEND di STUDIO VAI AL TESTO_LINK_09

AZIONE EUROPEA ASS. I.N.S.E.U. CONTRO LE DROGHE - "European Action on Drugs"AZIONE Europea Ass. INSEU e EAD. VAI AL TESTO_LINK_05

COLAP - Bene l'avvio dell'istruttoria.

Il Cnel esprima al.....(segue)

COMUNICATO STAMPA VAI AL TESTO_LINK_01

NEWS - Regolamentazione Nuove Professioni -

Roma, 17 novembre 2009

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE al ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, VAI AL TESTO_LINK_02


IL PROCESSO DI RICONOSCIMENTO DEL COUNSELING IN ITALIA

COMUNICATO PREPOS - NBCC  VAI AL TESTO_LINK_03

LA TEORIA DEL COUNSELING  RELAZIONALE (di Vincenzo Masini) FAIP - AREA DEL 

COUNSELING RELAZIONALE VAI AL TESTO_LINK_04

START-UP IMPRESA: Assistenza per l'apertura di uno Studio Privato di Counseling INCUBATORE  D'IMPRESA VAI AL TESTO_LINK_05

STRAORDINARIA-MENTE: l'Intelligenza Emotiva......il Piacere di Evitare la SofferenzaCONFERENZA VAI AL TESTO_LINK_06

SETTIMANA OLISTICA  - Comune di Lisciano Niccone (PG) UMBRIACONVEGNO NAZIONALE  VAI AL TESTO_LINK_07

LA PROFESSIONE DI COUNSELOR: Identità e Confini. CONVEGNO NAZIONALE VAI AL TESTO_LINK_08

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INVITO

INAUGURAZIONE DEL PROGETTO “IL VALORE DELLA VITA” E PRESENTAZIONE DEGLI EVENTI DI GIUGNO 2013.

Siamo lieti di invitarVi a partecipare all’inaugurazione dell’edizione 2013 del progetto “Il Valore della Vita”, organizzato dalla nostra Ass. I.N.S.E.U. in collaborazione con IDEAS EUROPA (Ass. Sviluppo Educativo e Azione Sociale), A.R.C. (Ass. Ricerca e Cambiamento), R.E.M. (Forza R.E.M. Vitale Universale). La manifestazione è patrocinata dalComune di Ardea e avrà luogo il giorno Venerdì 31 maggio 2013 dalle ore 16:30 in Via Laurentina adArdea presso l’Aula Consiliare “Sandro Pertini” (vicino la scuola Media “Virgilio”).

L’evento è a partecipazione libera, gratuita ed è aperto a tutti e la Vs. gradita partecipazione, sarà anche motivo di conoscenza delle nostre reciproche attività associative e possibilità di condivisione e realizzazione di attività comuni da svolgere all’interno di questo stesso progetto da noi avviato. 

Infatti, sarà possibile già da questa edizione, per le Associazioni che lo vorranno, inserirsi nella programmazione degli eventi, offrendo alla cittadinanza, l’opportunità di far conoscere le loro importanti attività territoriali svolte nell’area geografica del Comune di Ardea e/o nei Comuni limitrofi.

La nostra Associazione I.N.S.E.U., fonda le sue radici proprio sul principio di condivisione dei saperi e delle culture diverse, per cui crediamo che, attraverso la partecipazione attiva tra tutte le risorse del territorio, si possa contribuire a costruire una società libera e volta alla creazione di una coscienza sociale che smuova il nostro pensare e il nostro agire, nella direzione di una ecologia psicosociale, culturale, ambientale, economica,  che renda più vivibile la nostra comunità.

La Vs. partecipazione all’evento su indicato, diventa, quindi, per tutti noi, punto di partenza per edificare collaborazioni atte alla realizzazione di quanto su accennato.

Unendo le nostre forze, possiamo contribuire insieme alla realizzazione di progetti destinati alla sensibilizzazione alla cittadinanza attiva, di ogni singola persona del nostro territorio, attraverso attività informative, educative e formative in ambito: sociale, sanitario, ambientale, lavorativo, sportivo e quant’altro dovesse risultare di interesse per la nostra collettività.Ogni Associazione, ha un suo chiaro scopo statutario e quindi, sul territorio in cui opera, svolge importanti attività specifiche e di interesse sociale, culturale, artistico, sportivo, educativo, formativo, ambientale, che necessitano di essere portate a conoscenza della collettività e potenziate.

In attesa di avere il piacere di conoscerVi personalmente e di iniziare da subito una stretta collaborazione tra le nostre attività Associative, con l’intento di sviluppare e condividere insieme progetti di interesse comune per la nostra collettività, Vi rinnoviamo il nostro invito a partecipare venerdì 31 maggio 2013 alle  ore 16:30, presso l’Aula Consiliare del Comune di Ardea (via Laurentina  - Ardea - RM)  alla serata inaugurale del progetto “Il Valore della Vita”. A rendere ancora più piacevole il nostro incontro, sarà il gruppo musicale“The Midnight Flyers”, che si esibirà in un concerto dalle sfumature “Rock e Country” su brani arrangiati dei mitici Eagles a cui seguirà un aperitivo offerto agli ospiti presenti. Ci preme, infine, anticiparVi anche il calendario degli eventi che si svolgeranno nel mese digiugno 2013, con le rispettive tematiche che verranno affrontate dalle Associazioni che prenderanno parte a questi primi incontri. Vi aspettiamo numerosi per vivere e condividere insieme a Voi i valori della nostra comunità.

 

Cordialmente

 Dott. Massimo Catalucci Cr.

Presidente Ass. I.N.S.E.U.

 

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 PROGRAMMA INAUGURALE

 

Presentazione del progetto denominato “Il Valore della Vita” e degli obiettivi che si intendono raggiungere attraverso una serie di iniziative che verranno realizzate prossimamente nel territorio di Ardea, con la collaborazione di tutte le  Associazioni che intenderanno parteciparvi attivamente. I primi eventi che abbiamo già programmato per dare il via al progetto socio culturale, sono la realizzazione di un  ciclo di eventi che avranno luogo nel mese di Giugno 2013 e di cui, Vi forniamo dettagli dei contenuti e calendario nelle pagine che seguono. Allieterà la serata inaugurale il gruppo musicale “The Midnight Flyers”.

 

Ore 16:30 – Saluti iniziali del Presidente dell’Ass. I.N.S.E.U. (Dott. Massimo Catalucci Cr.);

Ore 16:45 – Intervento del Presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Giordani.

Ore 17:00 – Presentazione del Progetto “Il Valore della Vita”.

Ore 17:30 – Concerto “The Midnight Flyers”

Ore 18:15 – Aperitivo

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"IL VALORE DELLA VITA"
 
EVENTI DI GIUGNO 2013
 
 

Martedì  04/06/2013 – ore 16:30; - (Aula Consiliare “Sandro Pertini” – Via Laurentina )

 LA CRESCITA NELLA SESSUALITA’: La corporeità, l’affettività e la socialità nell’infanzia

  Conduce la Dott.ssa Maria Zampiron

(Presidente dell'A.R.C.)

 

(Psicoterpaeuta, Sessuologa, Counselor, Mediatore Civile)

 

Si continua a discutere e a parlare del benessere dei bambini in una società dove gli adulti molto spesso si dimenticano di loro.

Il fatto di dimenticare quali siano le reali esigenze di crescita del bambino da parte degli adulti, crea nell’infanzia malessere, disagio e dolore esistenziale che si ripercuote poi nel vissuto e nelle manifestazioni di insofferenza, sofferenza  dell’adolescente prima e dell’adulto più tardi.

Nella prima parte della conferenza sono presentati in sintesi, con il supporto di immagini commentate, gli aspetti più significativi del malessere nell’infanzia che compromettono e mettono in discussione il valore della vita nel bambino, nella relazione con il proprio corpo, negli affetti e nel rapporto con il sociale.

Nella seconda parte della conferenza viene presentato il libro  “LA CRESCITA NELLA SESSUALITA’ nelle componenti corporee, affettive e sociali proprie dell’infanzia”.

Questo, è un libro raccontato dai bambini insieme agli adulti, genitori ed insegnanti.

Tale libro è utilizzato come documento di testo nella formazione per la professione di Counseling ma, è anche un utile strumento per genitori, insegnati, educatori e quanti abbiano a cuore la crescita e lo sviluppo armonici dei fanciulli. 

Il testo nasce da esperienze pluridecennali di educazione alla sessualità realizzate nel contesto della scuola primaria con l’obiettivo di stimolare una relazione e una comunicazione positiva tra il mondo del bambino e quello dell’adulto in merito alla sessualità dell’infanzia, intesa come espressione globale della personalità dell’individuo ed è particolarmente indicato a tutti coloro che vivono e lavorano a contatto con i bambini. Raccoglie sia  i vissuti e le testimonianze dei bambini riguardo alla loro sessualità e sia le esperienze, i vissuti e le problematiche presentate dagli adulti nel ruolo di insegnanti e di genitori.

 
 
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Venerdì  14/06/2013 – ore 16:30; - (Aula Consiliare “Sandro Pertini” – Via Laurentina )

 

COUNSELING SCOLASTICO: teoria, tecniche e risultati di una metodologia socio psicopedagogica utilizzata nelle scuole con ragazzi dai 9 ai 15 anni 

 

Conduce la Dott.ssa Maria Cristina Franceschi

(Presidente dell’Ass. Ideas Europa)

(Pedagogista, Educatrice)

 

Il metodo illustrato dalla Dott.ssa Maria Cristina Franceschi, nel corso della sua conferenza, è supportato da documentazioni fotografiche (e/o filmate) e testimonianze in presenza di chi lo ha già sperimentato nella scuola. Dal 2005 ad oggi, hanno partecipato attivamente con successo, oltre 2.200 ragazzi e più di 60 professori. Il nostro scopo è quello di diffondere sempre di più tale metodo, affinché possa diventare ulteriore strumento di lavoro per tutti i presidi di istituto, direttori didattici, insegnanti ed educatori che intendono facilitare la crescita e lo sviluppo armonico personale dei ragazzi, in età compresa tra i 9 e i 15 anni, con il fine ultimo di vedere agevolato anche il proprio operato nelle attività didattiche ordinarie.

È un metodo che fonda le sue radici nelle discipline socio psicopedagogiche e che centra la sua azione sull’applicazione pratica delle medesime. Il paradigma su cui si basa è quello dell’Imparare-Facendo.

Come dimostreremo in sede di conferenza, il metodo si avvale di un preciso processo di pianificazione, progettazione e realizzazione del lavoro che, comunque, in fase di svolgimento, si poggia sul concetto di apprendimento attraverso l’esperienza diretta degli attori coinvolti: i ragazzi. Gli insegnati, hanno qui la funzione di “orientatori”, non indicano la strada da seguire e quindi cosa fare, ma stimolano i ragazzi alla ricerca di proposte e soluzioni. Sperimentano e realizzano le tecniche del metodo, acquisendo una visione completa e una interiorizzazione dei principi basilari, che fanno si, che tale metodo, possa essere replicato successivamente in qualsiasi posto e in assoluta autonomia.

 

Tale metodo si è dimostrato efficace in molte situazioni tra cui:

 

1)      Risoluzione di conflitti sotterranei che potevano degenerare in atti di bullismo;

2)      aumento del livello di autostima in ragazzi in cui veniva meno la fiducia in sé stessi e nelle loro capacità;

3)      sviluppo di un’unità di classe che ha favorito l’insegnamento delle materie didattiche;

4)      sviluppo della consapevolezza del rispetto verso sé stessi, i compagni, gli insegnanti, la comunità e l’ambiente;

5)      sviluppo di un clima di fiducia e collaborazione all’interno di processi di “Coperative Learning”.

 

È evidente, quindi, che il corpo insegnante, trae vantaggio e soddisfazione dai risultati che tale metodo garantisce.

È importante evidenziare, altresì, che nel realizzare le attività socio psicopedagogiche, nelle modalità indicate dal metodo, sono stati coinvolti molti genitori, i quali, hanno aperto le porte alle varie famiglie e stabilito un rapporto diverso, fluido e armonioso con la scuola in generale ed in particolare, con i professori. Da sempre si incontra molta resistenza da parte dei genitori, quando si cerca di avvicinarli alla scuola per instaurare con loro un rapporto di collaborazione efficace, finalizzato allo sviluppo armonioso della personalità dei loro figli.

Anche in questo caso, i dati in nostro possesso, dimostrano che, il metodo, attuato nel modo corretto, sviluppa nei ragazzi una maggiore consapevolezza della loro identità sociale all’interno della comunità in cui vivono, per cui, sono loro stessi, non più il personale scolastico, che agiscono sui propri genitori, coinvolgendoli piacevolmente, nelle attività previste dal metodo da noi qui proposto.

 

 

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Martedì  25/06/2013 – ore 16:30. Ass. I.N.S.E.U.

 

ORIENTAMENTO AL LAVORO

“IL BILANCIO DELLE COMPETENZE”

Consapevolezza delle conoscenze, capacità operative e stile personale del potenziale lavoratore.

 

Conduce il Dott. Domenico Giuseppe Bozza

(Docente nella Scuola di Counseling dell’Ass. I.N.S.E.U.)

(Psicologo, Esperto di Orientamento al Lavoro )

 

Nato in Francia, il Bilancio delle Competenze è uno strumento utilizzato nel campo dell’Orientamento professionale e serve essenzialmente per recuperare le esperienze più significative, maturate nel corso della vita di un individuo, anche quelle svolte fuori dal contesto lavorativo, per acquisire consapevolezza sulle sue conoscenze, capacità operative e stile personale. È  un’attività complessa, che necessita di giornate e ore di lavoro, sia per l’esperto (orientatore) che per l’utente (lavoratore), da realizzarsi non solo durante gli incontri, ma anche a casa, in situazione di calma e concentrazione. Le aree analizzate sono numerose, diversificate e portano alla redazione del cosiddetto “Report di bilancio” (o Dossier), ovvero un progetto professionale che, a partire dall’individuazione di un profilo, crea nel soggetto un maggiore ordine mentale in merito alle scelte future da realizzare. In questo momento storico sociale, culturale ed economico di forte crisi, diventa essenziale per il potenziale lavoratore, comprendere bene quali sono i suoi punti di forza e di debolezza, relativamente a ciò che il mercato del lavoro attualmente offre. Comprendere, con l’aiuto di un esperto nel settore dell’Orientamento lavorativo, i propri punti di forza e debolezza, aumenta, nel lavoratore, la possibilità di creare una serie di soluzioni alternative ed integrative, che mettono quest’ultimo nella condizione di scegliere con più tranquillità ed obiettivi più chiari, cosa e come fare, per crearsi opportunità di assunzione, nel caso di lavoro dipendente e/o, opportunità di lavoro imprenditoriale, nel caso di lavoro autonomo.

Nello specifico, per la redazione del “Report di Bilancio”, sono essenzialmente utilizzati due strumenti: il colloquio e schede/questionari autosomministrati o da compilare presso il proprio domicilio. Solitamente il Bilancio delle Competenze viene utilizzato per aiutare chi si trova in situazione di ricollocazione lavorativa, chi ha una sostanziale difficoltà nello scegliere una attività professionale, chi vorrebbe comprendere l’utilità di un eventuale corso di formazione per cementificare delle conoscenze o aggiornare quelle già possedute. Nel modello che viene presentato in sede di conferenza, il Dott. Domenico Bozza, unisce studi già effettuati a metodologia sperimentata in diversi anni di consulenza nei Centri di Orientamento al Lavoro (C.O.L.) del Comune di Roma, con il supporto delle cosiddette ‘mappe concettuali’ a testimoniare la possibilità di utilizzare anche tools presenti nel Web. Tale modello prevede un’organizzazione di 6 incontri con l’utente, tesi ad analizzare le seguenti aree: motivazione, interessi, valori, ambiente di lavoro, modalità di lavoro, punti di forza, aree di miglioramento, stile personale, suddivisi in un incontro di presentazione e strutturazione del “contratto di bilancio”, quattro di lavoro con l’utente, un incontro di restituzione del report e discussione dello stesso.

Gli obiettivi che si intendono raggiungere nella conferenza sono i seguenti:

a)   Fornire ai partecipanti, in particolare ai lavoratori, nuove chiavi di lettura per la realizzazione di un Bilancio di Competenze.

b)   Illustrare ogni singola fase di analisi dell’utente.

c)    Comprendere quali sono gli strumenti da somministrare all’utente “in presenza” e quali sono gli strumenti da realizzare “a casa”.

d)   Analizzare come il bilancio si interfacci con altre “fasi” dell’orientamento (redazione curriculum vitae, lettera di presentazione, colloquio di lavoro, ricerca corsi di formazione, ricercha on-line, ecc.).

e)    Far conoscere l’utilizzo di software freeware/Web per realizzazzare mappe concettuali (Cmap Tools).

f)     Presentare un caso di “Bilancio di competenze” di gruppo.

 

La conferenza, oltre ad essere un utile strumento informativo per i potenziali lavoratori, è motivo di conoscenza e confronto anche per coloro che già svolgono professioni nel settore dell’ Orientamento Lavorativo e Formativo: Psicologi, Orientatori, Counselors, Studenti, Operatori di Front Office di C.O.L. (Centri Orientamento Lavoro) e C.P.I. (Centri Per l’Impiego).  

 

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CONFERENZA Co.L.A.P. - Save The Date

 

ROMA 16/04/2013

LEGGE 4 del 14/01/2013 – “Disposizioni in materia di professioni non regolamentate”

Nella mattinata di oggi, presso la sala conferenze di “Rome Scout Center” in Roma, in largo dello scoutismo 1, si è tenuta una interessante conferenza, presieduta dal Co.L.A.P. (Coordinamento Libere Associazioni Professionali), dal titolo: “Save The Date”. 
Tale riunione, ha avuto lo scopo di fare il punto sulla nuova Legge 4 del 14/01/2013 (entrata in vigore il 10/02/2013 e pubblicata sulla G.U n. 22 del 26/01/2013) che determina le “Disposizioni in materia di professioni non regolamentate”.
Ha aperto i lavori il Dott Giuseppe Lupoi, presidente del Co.L.A.P., il quale a voluto ricordare velocemente le tappe più significative che il Coordinamento Nazionale delle Associazioni che lui rappresenta, ha percorso dal 2004 ad oggi, evidenziando come, dalla sua costituzione, il Co.L.A.P. è stato individuato dal Governo e dalle forze politiche e sindacali, come il referente del mondo associativo, partecipando attivamente ai vari tavoli di lavoro. Il presidente, ha ribadito più volte che il compito del Co.L.A.P. è finalizzato a valorizzare le richieste di rappresentanza delle attività professionali, tutelando, altresì, le esigenze del loro sviluppo in un processo più esteso, di ammodernamento del nostro Paese. 
La nuova Legge nr. 4 del 14/01/2013, prosegue Lupoi, ha finalmente fissato un punto importante per il riconoscimento istituzionale degli oltre 3.500.000 di liberi professionisti non regolamentati in Ordini e Albi professionali.
Certamente, aggiunge Lupoi, ora, anche il Co.L.A.P. avrà necessità di strutturarsi maggiormente per adeguarsi a questa rivoluzionaria legge, così l’ha definita, che apre sempre di più le porte alla liberalizzazione del mercato delle libere professioni e, aggiungiamo noi, ci avvicina sempre di più ad un sistema economico europeo condiviso e al passo con i nostri tempi.
Lupoi, ha anche evidenziato che in Italia, le attuali leggi sulle libere professioni, regolamentano esclusivamente i professionisti inseriti in Ordini e Albi, per cui, occorrerà ridisegnare, alla luce della nuova Legge 4/2013, regolamenti e disposizioni normative a tutela di tutti i liberi professionisti. Sarà importante, prosegue Lupoi, istituire uno Statuto del Professionista, così come, bisognerà trovare una soluzione all’attuale gestione separata dell’INPS, cui sono obbligati attualmente i liberi professionisti non regolamentati e pensare, ad una Cassa autonoma, come già accade per medici, avvocati, commercialisti, ecc..
A seguito dell’intervento di apertura del Presidente Lupoi, è intervenuta la Dott.ssa Emiliana Alessandrucci, Direttrice del Co.L.A.P., la quale ha voluto esporre nel dettaglio i vari articoli che compongono la nuova Legge 4/2013, mettendo in risalto, in primo luogo, che tale atto giuridico, di fatto, si fonda su un unico obbligo che, il libero professionista non regolamentato in Ordini e Albi, deve osservare, ossia, quello di dichiarare esplicitamente, sulle proprie ricevute/fatture fiscali, carte intestate, brochures e su quant’altro lo promuova in qualità di professionista, che l’esercizio della sua attività professionale, viene svolto ai “sensi della Legge nr. 4 del 14/01/2013”.
L’Alessandrucci, indica i tre i pilastri portanti su cui sui poggia la Legge a cui stiamo facendo riferimento:
- Associazioni Professionali;
- Associazioni Aggregative;
- Certificazione UNI.
Associazioni Professionali: la legge in oggetto, determina i requisiti che le Associazioni Professionali devono possedere se intendono fare richiesta di iscrizione nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico. L’Associazione che intende iscriversi al Ministero su indicato, dovrà semplicemente dichiarare, attraverso una procedura standard, di possedere i requisiti minimi richiesti dall’attuale Legge 4/2013 e pubblicarli in chiaro nel proprio sito web istituzionale, visibile all’utenza. Quello che lascia un po’ perplessi è che, il Ministero non avrà però funzione di organismo di controllo e di verifica presso la sede dell’Associazione, in merito a quanto dalla stessa dichiarato e pubblicato nel proprio sito web, in termini di requisiti ai sensi della Legge 4/2013.
Le Associazioni possono rilasciare un’Attestazione di Qualificazione Professionale, meglio definita dal Presidente Lupoi, come Attestazione di Competenza, che ha validità esclusivamente fino a quando il libero professionista, sarà in regola con quanto richiesto dalla sua associazione in termini di regolamenti statutari e versamenti delle quote associative.
C’è da dire comunque che, l’Attestazione di Qualificazione Professionale, non costituiscono requisito necessari per lo svolgimento dell’attività professionale.
Associazioni Aggregative: hanno la funzione di promuovere e qualificare le attività professionali che rappresentano ed in particolare, su mandato delle singole associazioni, esse possono controllare il loro regolare operato, in relazione agli aspetti etici e deontologici, dettati dalle stesse associazioni professionali aderenti. 
Certificazione UNI: questa parte della Legge 4/2013 ed esattamente l’art. 9, determina la collaborazione delle Associazioni Professionali e quelle Aggregative con gli O.d.C. (Organismi di Certificazione) accreditati dall'organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008. Tale collaborazione tra le Associazioni Professionali, Aggregative e l’O.d.C., deve fornire a quest’ultimo, supporto nell’elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attività professionali.
È bene evidenziare che, il singolo professionista, non è obbligato ad essere iscritto presso un’Associazione Professionale per richiedere la Certificazione UNI, né, è obbligato a richiedere quest’ultima per l’esercizio della sua attività professionale. 
È facile immaginare, altresì, che tale Certificazione, in qualche modo, sminuisca il valore delle Associazioni in termini di rilascio dell’Attestazione di Qualificazione Professionale (o Attestazione di Competenza), creando altresì confusione nel professionista che non saprebbe come orientarsi. 
C’è anche da dire, come sottolineato dai relatori che si sono susseguiti nella conferenza odierna, che il compito dell’O.d.C., coadiuvato dal sostegno delle Associazioni Professionali e da quelle Aggregative, possa fornire un valido contributo per formare quegli standard qualitativi essenziali cui alcune libere professioni potrebbero fare riferimento. Ad esempio, se poniamo che le associazioni professionali di Counseling, riescano a fornire all’O.d.C. il supporto adeguato per stabilire un manuale di procedura standard di qualità per la loro categoria professionale, avremmo una maggiore garanzia di uniformità degli standard qualitativi di una determinata professione.
Tuttavia, si è anche detto, in sede di conferenza, che la Certificazione UNI, non potrà assolvere al riconoscimento di un nuovo sistema professionale, che invece può essere garantito dall’Associazionismo Professionale. È bene quindi che, siano le Associazioni Professionali ad Attestare le Competenze dei propri professionisti, attraverso un lavoro di controllo su più fronti, dalla formazione Professionale di base a quella continuativa (Aggiornamento Professionale o Life Long Learning), alla costituzione di uno sportello del cittadino, all’osservazione degli standard qualitativi e a quant’altro previsto dalla Legge 4/2013, altrimenti si rischia di svalutare i nuovi liberi professionisti, rispetto a quelli attualmente regolamentati in Ordini e Albi.
La conferenza si è chiusa, come da programma, alle ore 13:00, dopo che il Dott. Lupoi, ha voluto dare lettura delle modifiche che si intendono apportare allo Statuto del Co.L.A.P., in ragione di un suo adeguamento alla nuova Legge qui trattata e che verranno deliberate in sede di Assemblea Nazionale dei Soci nel prossimo mese di maggio.
Per quanto descritto in questa relazione, si rimanda per approfondimenti al testo integrale della Legge 4 del 14/01/2013 consultabile all'indirizzo internet al seguente  link:  LEGGE 14/01/2013 Nr. 4 
 
Cordialmente
 
Dott. Massimo Catalucci Cr.

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COLAP - COORDINAMENTO LIBERE ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI

Comunicato stampa 30/09/2009

COLAP - Bene l'avvio dell'istruttoria. Il Cnel esprima al più presto i primi pareri.

Lupoi: "I rallentamenti nuovo tentativo di affossare il riconoscimento"


Il Colap - Coordinamento Libere Associazioni Professionali - esprime piena soddisfazione per l'avvio dell'istruttoria per l'espressione del parere del CNEL sul dlgs 206/2007 che, secondo fonti interne al Consiglio nazionale del Lavoro, avverrà secondo l'ordine cronologico di arrivo della documentazione delle associazioni. Resta però lo stupore per lo slittamento dell'esame delle prime associazioni per mancanza di accordo sulle procedure da seguire.

"Sono passati due anni dall'emanazione del dlgs e uno dall'avvio dell'esame della documentazione da parte del Ministero - spiega Giuseppe Lupoi, Presidente CoLAP - e non è pensabile  che il Cnel, che prima dell'estate aveva assicurato di aver definito i criteri per  l'analisi, debba ancora risolvere alcuni problemi procedurali per la verifica".

"Riteniamo inoltre che procedere ad una nuova verifica formale della documentazione - continua Lupoi -  sia solo una ripetizione di un lavoro già adeguatamente svolto dai dirigenti del ministero su oltre 60 associazioni  e che il Cnel debba invece concentrare la sua attenzione sui temi di propria competenza".

"Il CNEL - conclude Lupoi - mancherebbe ad un suo preciso obbligo se si facesse bloccare dall'ostruzionismo dei (pochi) soliti noti che perseguono obiettivi che non possono essere definiti che eversivi in quanto chiaramente tesi a rendere inoperativa una legge dello Stato".

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NEWS - Regolamentazione Nuove Professioni - Roma, 17 novembre 2009

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Al ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, per conoscere, premesso che:


• è necessario che il governo e il Parlamento recepiscano e attuino i principi comunitari di concorrenza e libera circolazione dei professionisti e delle professioni intellettuali;

• è urgente la regolamentazione delle libere Associazioni professionali, in conformità e per la completa attuazione delle direttive CEE92/51 e 89/48;

• le Associazioni professionali riconosciute non operano in rapporto di esclusiva, ma in regime di piena concorrenza;

• esistono decine di nuove professioni nell'information tecnology, e in altri settori, fra queste i temporary manager, gli esperti di logistica, i project manager, i marketing manager, i consulenti di direzione, ecc.;

• il mondo delle professioni è importante per l’economia moderna. Il lavoro intellettuale è fondamentale per l'impresa; la libera professione resta, comunque, una soluzione alla grave crisi occupazionale che c'è nel nostro paese ed è una prospettiva interessante per moltissimi giovani competitivi;

• i caratteri distintivi della professione ne definiscono il profilo d’identità, mentre i fattori di successo determinano l’entità del valore aggiunto;

• in Italia esistono circa 300.000 lavoratori intellettuali senza ordine professionale; persone che nei paesi anglosassoni vengono definiti "Knowledge workers" cioè lavoratori della conoscenza (informatici, pubblicitari, ricercatori, designers);

• almeno un terzo di questi lavoratori sono donne e sono iscritti alla gestione separata INPS, pagano il 26% del loro incasso in tasse e hanno una speranza di trattamento pensionistico fra i 500 e i 650 euro mensili;

• alle donne è riconosciuta una maternità di 5 mesi solo a patto che interrompano tutte le collaborazioni;

• questi professionisti, per essere competitivi, necessitano di aggiornamento costante, che devono finanziarsi a proprie spese investendo in formazione e stage;

• da tempo in Italia si dibatte sulla necessità di regolamentare queste professioni, ma non si decide se vanno riconosciute prima le professioni o le loro associazioni;

• questi professionisti, (alcune stime parlano di 3 milioni di persone) non avendo uno status professionale riconosciuto, sono "invisibili" per le istituzioni e vengono equiparati ai prestatori d'opera, perdendo così la loro qualifica di lavoratori della conoscenza;

se non ritenga:

1. urgente il riconoscimento di queste Associazioni professionali, fermo restando che gli associati devono dimostrare - attraverso titoli, percorsi professionali e formativi, ecc. - di avere competenze specifiche e di essere affidabili per l'utenza;

2. necessario delegare alle Associazioni professionali i compiti di stimolo e di regolazione della partecipazione alla forma associativa, nell’interesse della comunità professionale e dei consumatori e la verifica dell'alto livello delle prestazioni;

3. indispensabile la ricerca di una soluzione che superi l'annosa schermaglia fra ordini professionali e associazioni, che impedisce, di fatto, il recepimento della direttiva sulriconoscimento delle qualifiche professionali.

Sen. Luciana Sbarbati

Roma, 17 novembre 2009

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IL PROCESSO DI RICONOSCIMENTO DEL COUNSELING IN ITALIA

 

In Italia sono in corso le proposte di legge in ordine alla riforma delle libere professioni in linea con la regolamentazione dei Counselor

  • COLAP sostiene il disegno di legge n°1464: “Disposizioni in materia di professioni non regolamentate”, la FAIP interviene ripetutamente alle riunioni e propone gli standard FAIP per l’accreditamento delle associazioni e dei professionisti, in linea con lo statuto FAIP  e con il protocollo di reciproco riconoscimento (vedi successivamente).
  • In forza della impossibilità di riconoscimento regionale delle professioni regolamentate (le leggi regionali sono tutte impugnate dal Consiglio di Stato) la FAIP  mette in guardia dalle associazioni che promettono albi o registri regionali che non potranno mai essere attivati.
  • Assoprofessioni sostiene invece la “Proposta di Legge sulla Regolamentazione delle Discipline dei Professionisti delle Metodologie della Salute, dell’Educazione e delle Buone Relazioni”, FAIP è interviene nel gruppo di lavoro presso Ministero della Salute, per la proposta dei propri standard condivisi dalle altre associazioni mediante il protocollo di reciproco riconoscimento.
  • PROTOCOLLO DI RECIPROCO RICONOSCIMENTO per il riconoscimento dei titoli e la definizione degli standard minimi e delle competenze per i Counselor firmato a Roma nel 2007 tra FAIP,  AICO (Associazione italiana Counselor), SICOOL (Società Italiana Counselor Olistici), REICO (Registro Italiano Counselors), Consorzio Ancore. A seguito del protocollo verrà costituita la FAIC (Federazione Associazioni Italiane Counseling) al fine di rendere attivo il NATIONAL UMBRELLA riconosciuto dalla EAC (European Association for Counseling).
  • La FAIC (Presidente Vincenzo Masini, FAIP, Vicepresidente Danilo Toneguzzi, AICO, Tesoriere Eugenio Bacchini, SICOOL, Responsabile etica e deontologica Serenella Dal olio ANCORE,, Responsabile delle relazioni con le altre professioni Erminia Giannella, REICO, non svolge funzioni organizzative e/o operative ma solo di contenitore
  • La recente proposta di Assocounseling di presentarsi alla EAC in modo unitario è dunque priva di senso giacché sarebbe bastato loro di aderire alla FAIC e sottoscrivere il protocollo. Le obiezioni al protocollo da parte della Sico vertono sulla impossibilità di valutare professionisti provenienti da altre strutture formative mentre la costruzione della normativa è proprio in funzione di questo (un laureato di una università è riconosciuto tale anche da altre). L’operazione della Sico è diretta da Augusto Sabbatini, responsabile di una associazione svizzera, ma membro della Sico e della Sicis che già nel 2007 a Laren impedì l’ingresso della FAIP nell’EAC e  ci impegnò nel fruttuoso lavoro di costruire il protocollo di riconoscimento. Al momento siamo riconosciuti e partecipiamo agli Annual General Meeting dell’EAC dove il nostro rappresentante è la dott. Enanuela Mazzoni.
  • i convegni nazionali ed
  • Nei gruppi di lavoro ISFOL, 7 aprile 2008, 23 ottobre 2008, 23 aprile 2009, 29 aprile 2009, 14 Maggio 2009, 18 Maggio 2009, la FAIP la proposto la semplificazione della burocrazia proposta sul profilo professionale del Counselor.

·        Il 24 giugno 2009, la FAIP  è stata ascoltata al CNEL sulla professione del Counseling in Italia.

 

Informazioni sulle recenti sentenze

 

L'attualità delle sentenze sono imputazioni a carico del fatto di aver abusato della professione di psicologo, ovvero di aver utilizzato strumenti tipici della professione di psicologo, e NON contro la professione di counseling.

·        La sentenza pronunciata nel marzo del 2007, a carico di un naturopata, denunciato dall'Ordine dell'Emilia Romagna conclude dicendo “come l’approccio del dott.** sconfinasse in buona parte in valutazioni, approfondimenti, indagini di natura prettamente psicologica”.  La sentenza stabilisce che “devono intendersi /specifici di tale professione/ (di psicologo)/ quei mezzi il cui uso si fonda sulla conoscenza dei processi psichici e che consistono essenzialmente nella osservazione, nel colloquio e nella somministrazione di test aventi lo scopo di individuare particolari aspetti del funzionamento psichico. Detti strumenti, poi, sono psicologici nella misura in cui hanno per finalità la conoscenza dei processi mentali dell'interlocutore, con l'utilizzo di schemi e teorie proprie delle scienze psicologiche.” La sentenza è condivisibile poiché parla chiaramente dei processi psichici e dell'uso delle teorie proprie delle scienze psicologiche.

·        Striscia la Notizia, nel febbraio 2009, denuncia una signora che cura la miopia con il counseling.  Ciò non rappresenta solo un danno per i pazienti e per gli ottici ma anche per i counselor. In questo frangente, sarebbe stato utile precisare il fatto che, oltre alla millantata capacità di curare la miopia, la signora in questione ha anche millantato la capacità di fare counseling. E’ un peccato che, la prima volta che in televisione viene nominata la nostra professione, sia apparsa in modo così sgradevole.

·        La IX sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato un counselor per esercizio abusivo della professione di psicologo. Ha altresì condannato per concorso lo psicologo con il quale il counselor aveva svolto una psicoterapia nei confronti di un minore. Occorre prendere atto che il counseling esercitato in questa situazione non è stato svolto in modo corretto. La famiglia non ha tratto probabilmente giovamento dal lavoro svolto fin dalle premesse  inerenti la transessualità  che toccano un tema altamente sensibile che scatena reazioni anche incontrollate e violente. La definizione del rapporto di aiuto tipico del counselor è ben evidenziato nella sentenza che recita: "Dalla letteratura in materia si rileva che le diversità tra psicoterapia e counseling nascono dal fatto che la prima opera sulla patologia mirando alla guarigione del paziente mentre il secondo è centrato sulla salutogenesi" e volto alla prevenzione del disagio ed al recupero delle risorse necessarie per orientarsi in situazioni temporanee di difficoltà. Il cliente del counselor ha bisogno di un aiuto immediato per trovare sollievo in un momento difficile, per contribuire al proprio benessere, sia psicologico che fisico. Il paziente dello psicoterapeuta ha necessità di un lavoro di ristrutturazione dell'intimo, di riorganizzazione del suo sistema cognitivo/emotivo. Ne deriva che nel counseling è ben difficile che il lavoro si strutturi in incontri numerosi e protratti nel tempo, così come è avvenuto nella specie, poiché un intervento di questo tipo è, normalmente, caratteristico di una psicoterapia".

 

La professione di counselor in America, dove è nata, e in altre realtà europee (tra cui l'Austria, dove è riconosciuta), non ha alcun conflitto con la psicologia data la diversità delle due professioni.

La nostra definizione di counseling non ha infatti nulla a che fare con la psicologia, (tanto da ricevere un NON luogo a procedere da parte dell’Ordine degli Psicologi del Lazio), ma dà un impostazione educativa, preventiva, pedagogica, orientativa, filosofica, sociologica ed antropologica al counseling.

"Il Counseling è una relazione d’aiuto che muove dall’analisi dei problemi del cliente, si propone di costruire una nuova visione di tali problemi e di attuare un piano di azione per realizzare le finalità desiderate dal cliente (prendere decisioni, migliorare relazioni, sviluppare la consapevolezza, gestire emozioni e sentimenti, superare conflitti)".

 

Si ravvisa dunque sempre più, la necessita di chiarire la qualità dei professionisti counselor differenziando coloro che abusano della professione di counseling e coloro che invece sono seri professionisti.

L’NBCC Italia è oggi ente di certificazione per la qualità dei counselor professionisti, Branch Office di NBCC International (l'organismo non governativo che si occupa della qualità dei counselor nel mondo). Ciò significa che stiamo certificando la qualità dei counselor riferendoci non solo alla normativa vigente in Italia e in Europa, ma anche a quella mondiale.

Il riconoscimento di qualità di un counselor, è un passo necessario proprio per distinguere chiaramente i counselor professionisti da coloro che utilizzano l'essere counselor per la comodità della sua attuale deregulation.

Per questo motivo è stato utile costruire un ente certificatore terzo attraverso l’accordo con l’NBCC.

ENTE CERTIFICATORE  -  PREPOS - NBCC ITALIA 

INDIVIDUAZIONE della PROCEDURA di ACCREDITAMENTO PER COUNSELOR TRAINER CERTIFICATI  

A livello internazionale la documentazione di riferimento per la certificazione della figura professionale del counselor trainer è attuata sulla base di alcune normative di riferimento già in vigore e in progress, che sono introdotte nel percorso di certificazione per conformità con le procedure seguenti:

·        Norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2004, Conformity Assestment. General Requirements for bodies operating certification of person, procedura di certificazione dei “Requisiti generali per Organismi che operano nella Certificazione delle Persone”. (attivata tra PREPOS e ACCREDIA  - SINCERT).

·        Gruppo di lavoro CEPAS (Certificazione delle professionalità e della formazione) membro di IPC (Internazional Personnel Certification Association) e FAC (Federazioni delle Associazioni per la Certificazione), (standard proposti da PREPOS – NBCC ITALIA).

·        Agreement tra NBCC International e PREPOS siglato in data 15/04/2009 che sancisce la nascita del Branch Office NBCC Italia come ente di Certificazione per la qualità dei Counselor.

·        Counselor Preparation; manuale di formazione per  Counselor edito da NBCC Internazionale Codice etico - deontologico NBCC;

·        Basic CACREP (Council for Accreditation of Counseling and Related Educational Programs) requirements and standards in the United States – Cacrep Accreditation Manual;

·        Training Standard, Accreditation and Etichal Charter, EAC (European Association of Counseling)

·        CEPLIS, (European Council of the Liberal Professions), Bruxelles, attivata da PREPOS la proposta (novembre 2009) del livello EQF 6° per i counselor.

·        BACP (British Association of Counseling and Psychoterapy) e IAC (International Association of Counseling) presso Warwick University il 24 Luglio 2009, accettano la distinzione tra Counseling e Psicologia e modello di accreditamento tramite standard minimi, proposta da PREPOS.

Gli ulteriori passaggi che prevediamo come indispensabili per l’accreditamento della figura professionale del Counselor sono:

  1. La compilazione del Questionario sul Censimento dell’attività di Counseling
  2. L’autocertificazione della supervisione effettuata (circa 15 ore l’anno)
  3. Colloqui di certificazione e valutazione. 3 colloqui di cui uno iniziale, uno intermedio ed uno finale, inserendo come elemento di valutazione il tipo di relazione che il counselor stabilisce con il suo supervisore

PROCESSO DI VALUTAZIONE  (SINTESI)

Valutazione Preliminare

·    diploma di Counselor (o copia)

·    autocertificazione del numero e registro di appartenenza,

·    questionario di censimento dell’attività di Counseling svolta,

·    questionario di valutazione delle competenze (reperibile nel sito di NBCC  Italia),

· documentazione dello svolgimento dell’aggiornamento professionale (anche con autocertificazione),

·    Curriculum Vitae,

·    documento di Identità in corso di validità,

·    autocertificazione dei titoli presentati nel CV (redatto in carta libera),

·   autocertificazione di assenza di procedure penali in atto o condanne di qualsiasi tipo (redatto in carta libera),

·     regolare pagamento delle quote previste per l’ammissione agli esami,

·     eventuale documentazione aggiuntiva ritenuta dal candidato rilevante.

Colloquio di valutazione

·      il colloquio  è condotto dalla NBCC Italia. Direttore di NBCC Italia, Responsabile delle Certificazioni NBCC Italia e Responsabile per la Professione di Counselor NBCC Italia. Eventualmente da Direttori di altri Branch Office NBCC,

·      Gradi di titoli secondo la NBCC: GCDF (Global Career Development Facilitator), MHF (Mental Health Facilitator), Counselor, Counselor Trainer, Supervisor, PHD rilascito in collaborazione con la Old Domino University.

·      Scopo del colloquio è :approfondire nell’ambito dell’esperienza professionale le informazioni presentate dal Candidato, valutando il grado di adeguatezza della documentazione e dei titoli presentati e la loro congruenza con la specializzazione del settore; accertare il possesso da parte del Candidato delle conoscenze tecniche e metodologiche necessarie a svolgere con competenza la professione ai fini del rilascio della relativa Certificazione; effettuare un Bilancio di Competenze che ne definisca i settori d’eccellenza.

Rientrano nell’accertamento: Le conoscenze. Le competenze nei seguenti ambiti (Area dell’organizzazione e della strategia; Area dell’imprenditorialità e motivazione; Area della ricerca e dell’autonomia; Area della comunicazione ed espressività; Area della diplomazia e della mediazione; Area del sostegno e della percezione; Area dell’affettività e della relazione).

Criteri di valutazione

·       La votazione massima ottenibile è di 60 punti, ed è data dalla sommatoria delle votazioni conseguite dal candidato nelle prove d’esame. L’esame si considera superato se si raggiunge almeno 45 punti. Il punteggio complessivo è dato dalla sommatoria del punteggio della Valutazione Preliminare (max 10 punti), Colloquio di valutazione (max 20 punti) e del Colloquio d’Esame (max 30 punti).

·     Qualora l’esito di una qualsiasi delle suddette fasi sia negativo, NBCC Italia interrompe il processo di valutazione e informa il Candidato che decide quindi se proseguire o meno nell’iter di certificazione. Per procedere nell’iter sarà necessario prima risolvere le carenze riscontrate nella singola fase, nei tempi indicati da NBCC Italia.

Rilascio del certificato

·        Il Comitato di Certificazione valuta, sulla base di tutta la documentazione relativa al Candidato, il possesso dei requisiti e può riservarsi di accertare, ulteriormente, il possesso delle caratteristiche personali attraverso opportune tecniche (p.es. intervista, richiesta di documentazione aggiuntiva) ed eventuali informazioni da richiedere alle strutture presso cui, o per conto delle quali, il Candidato ha eseguito prestazioni. In tal caso, il Comitato stabilisce anche quali tempi e modalità siano necessari.

·        Si riserva inoltre di valutare ulteriormente la congruenza tra la documentazione presentata dal Candidato, la valutazione effettuata dai commissari d’esame e la proposta di certificazione a Counselor Trainer. Ad esito positivo della valutazione il Comitato delibera per il rilascio della certificazione.

·          Il Candidato per il quale il Comitato di Certificazione ha favorevolmente deliberato il rilascio della Certificazione ne riceve notifica, per iscritto, dal Direttore.

Il Personale certificato è tenuto a:

·        firmare per accettazione il Codice Deontologico e le Prescrizioni per l'uso del Marchio

·         verificare l'esattezza, degli elementi identificativi riportati sul Certificato

·        completare il pagamento dell'iter certificativo (iscrizione al registro);

Il Personale Certificato ha diritto ha :

·        essere iscritto nel Registro dei Counselor Certificati di NBCC Italia;

·        utilizzare il certificato limitatamente all'attività per cui è stato certificato.

·        Utilizzo del marchio con le modalità espresse nell’allegato

LABORATORI DI CERTIFICAZIONE

Un ulteriore passaggio di tipo concertativo, avrà luogo presso il 16° Convegno Internazionale: “Umanità, Professionalità e Spiritualità del Counselor”, 12, 13 e 14 Febbraio 2010, in cui, tra i vari laboratori di accreditamento, ne verrà attivato uno sull’accreditamento della Professione di Counseling, con l’obiettivo di portare a termine la certificazione ISO per questa professione.

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FAIP: AREA DEL COUNSELING RELAZIONALE

di Vincenzo Masini

 

La teoria del counseling relazionale

La teoria relazionale prende l’avvio da grandi nuclei concettuali elaborati dalla sociologia e dalla psicologia: l’attaccamento e distacco, simmetria e complementarità ( up e down) il rapporto tra simbiosi e identità. Ogni teoria  tratta la relazione in modo specifico a seconda del punto di vista che privilegia. Attraverso il concetto di personalità collettiva, ovvero della differenziazione qualitativa delle relazioni interumane, è possibile ipotizzare una integrazione tra le diverse teorie.

Il nucleo dell’attaccamento muove dalla teoria di Bowlby e si configura come l’elemento affettivo, di contatto, di unione con l’altro. Il nucleo del distacco, situato all’opposto del primo, muove dalla teoria di Bowlby al negativo, come costruzione di relazioni anaffettive, ma rintraccia la sua positività nella sociologia di Elias, che propone il distacco come forma di libertà e chiarezza di pensiero. La lontananza affettiva da vita a relazioni di realizzazione di libertà, di espressione e di autonomia. A seconda dell’equilibrio tra attaccamento e distacco si polarizzano due indicatori relazionali. Il primo misura la disponibilità nella relazione affettiva, il secondo la dialogicità. Disponibilità e dialogicità si polarizzano tra il bisogno di appartenenza e quello di individuazione.

Il concetto di simmetria della scuola di Palo Alto è poco esplicativo poiché non distingue tra somiglianza o opposizione tra copioni e, ove non sia meglio articolato, è poco utile.

Il nucleo teorico dell’up e del down della complementarità  è invece efficace e lo si ritrova anche in altre correnti: dalla psicologia di Heider, all’OK di Corral, dalla teoria del like - dislike, fino al transfert e controtransfert freudiano. L’up è la posizione alla quale afferiscono le relazioni di attivazione, energetiche, di proposizione verso l’altro, di intraprendenza. I soggetti up entrano in relazione nel momento in cui possono rinforzarsi e ricaricarsi vicendevolmente, in  relazioni orientate allo sviluppo, al lavoro, alla motivazione (gruppi di lavoro, team, squadre, ecc.).

La posizione down, si incentra sulla quiete, sulla capacità di percepire l’altro empaticamente in una posizione di accoglienza e di ascolto dell’altro. La relazione dell’incontro media tra l’attivazione dell’”andare verso” e la pazienza di cogliere empaticamente un vissuto; la relazione della complementarità si attiva tra chi attivamente dirige e persegue un fine e di chi viene diretto e seguire con pazienza gli indirizzi.

Il nucleo della simbiosi caratterizza le relazioni di completa fusione tra i soggetti, in cui l’uno è parte dell’altro e viceversa. Il coinvolgimento è totale. Il nucleo dell’identità si oppone a quello della simbiosi e le relazioni che afferiscono a questo nucleo tendono a trasformarsi in relazioni di ruolo, formali e integrate.

Ogni nucleo teorico si oppone e si compensa attraverso il nucleo opposto, ed è nell’equilibrio tra i  poli che nascono le relazioni di affinità. Ogni nucleo di per sé rimarrebbe monco, senza la sua controparte.

Il brevissimo riferimento alle teorie dei nuclei relazionali, per la cui analisi dettagliata si rimanda a Masini-Mazzoni (2007) introduce l’elencazione delle relazioni in affinità ed opposizione che danno vita alla multiforme morfogenesi delle personalità collettive.

Il counseling relazionale si fonda sulla equilibrata interiorizzazione di valori nella persona mediante l’accensione di relazioni virtuose di affinità. Esse conducono alla trasformazione delle emozioni occasionali in sentimenti stabili che hanno la caratteristica di essere sperimentati, condivisi e costruiti nel rapporto con l’altro. Una relazione può essere esplorata ed estendersi in profondità ed ampiezza nella misura in cui al suo interno vengono riconosciuti i diversi valori di cui essa è portatrice. L’affinità relazionale è la via immediata che conduce a questa estensione poiché libera dai potenziali conflitti che sono insiti in un equilibrio fondato sulle opposizioni. L’equilibrio che deriva dalle opposizioni è infatti molto meno stabile poiché non si fonda sui sentimenti di valore come essenza della dimensione evolutiva dell’umano.

In altre parole le teorie psicologiche e pedagogiche che si leggono in controluce al counseling relazionale hanno tutte valenza operativa e valore scientifico ma sono collocate nello spazio, più o meno ampio, del campo di esistenza dei fenomeni e dei problemi che tali teorie e tali terapie sono in grado di affrontare efficacemente. Il tema che il counseling relazionale cerca di svolgere è: quale tipo di aiuto per quale cliente?

Il counseling relazionale si pone l’obiettivo che non è stato raggiunto dalle  psicoterapie integrate: utilizzare diversi schemi di lettura, di interpretazione di azione in funzione dei problemi del cliente. Ponendosi comunque al di qua della psicoterapia, o al di sotto se si preferisce, e cioè senza esercitare nessuna forma esplicita di psicoterapia ma solo quella che è implicita in ogni rapporto umano, attingendo comunque dal background di idee e di cultura su cui si fonda ogni modello di psicoterapia. Nathan, il fondatore della etnopsichiatria, spinge fino all’estremo l’apertura di significato della psicoterapia: “Propongo, scrive, di inglobare nel termine psicoterapia, ogni procedimento di influenza destinato a modificare radicalmente, profondamente e in modo duraturo una persona, una famiglia o semplicemente una situazione” (Pichot – Nathan 1998, 57).

Il counseling si autodefinisce in modo più sobrio e modesto: non si pone l’obiettivo psicoterapeutico di destrutturate, per poi ristrutturare, una personalità, ma solo quello di accompagnare l’umano presente in ogni uomo verso la sua realizzazione di persona. Cerca cioè altre risorse interne alla persona, o alle sue relazioni o al suo contesto, per aggiungere strumenti, o valori o processi di azione, che riequilibrino quell’essere umano in una nuova, più complessa e migliorata armonia.

Con questo atteggiamento il counselor depotenzia il conflitto interno del cliente creando lo spazio perché egli lo riconosca e lo interpreti, discernendo i diversi poli e le sequenze mentali ed emozionali che generano tale conflitto. Non è detto che riesca a vincerlo ma il suo mondo interiore non gli apparirà più così misterioso e incomprensibile; può darsi che non riesca da solo a ridecidersi o che abbia bisogno di una profonda psicoterapia. In ogni caso avrà collocato la psicopatologia con cui è stato (o sarà) diagnosticato in uno spazio di comprensibilità per sé e per chi vive con lui.

L’umano e la relazione

Non è più così semplice il riconoscimento e la definizione dell’umano e la distinzione tra umano e non umano. Il concetto di disumano è semplice: è una attribuzione negativa ad un comportamento aberrante che non rispetta le dimensioni minimali di valore che l’umanità ha introiettato nell’inconscio collettivo. Più complicato è invece tracciare una descrizione della biologia e della cultura umana.

La biologia sembrerebbe definibile sulla base dei tratti comuni del DNA che però non si differiscono in modo così ampio da quello di altre specie viventi e presentano importanti differenze genetiche tra gli individui che, nonostante modificazioni e malformazioni anche vistose, consideriamo appartenenti al genere umano perché figli di uomini e di donne. La sola affermazione contraria a tale principio ci appare orribile e disumana.

La cultura umana è un ambito ancor più complesso sia per le differenze di modelli sociali e relazionali tra le diverse civiltà sia per la attuale produzione di beni e di consumi che forgiano qualità ed esperienze di vita che vorremmo fossero più umane. La società stessa tende a contenere comportamenti e pulsioni, desideri e bisogni che caratterizzano l’idea di umano che possediamo e sembra procedere nella direzione di riprodurre se stessa ed il suo funzionamento sistemico indipendentemente dalle caratteristiche degli esseri umani che la hanno costruita, che la mantengono e che ad essa partecipano. L’anomia, l’alienazione, la spersonalizzazione, la burocratizzazione da un lato, i fondamentalismi, gli autoritarismi e le violenze dei conflitti dall’altro separano il senso del sociale dal senso dell’umano.

“La società contemporanea tende a costruire un sistema sociale che possa fare a meno dell’umano: il tentativo è quello di sgravare i soggetti da problemi di coscienza, da motivazioni interiori, da intenzionalità significative, in ultima analisi da una produzione di senso da parte dei soggetti. Non che l’umano venga scancellato, ma esso viene posto nell’ambiente del sistema, come ciò che può fluttuare a piacimento, libero di pensare e operare comportamenti irrazionali e amorali, perché l’uomo del funzionalismo non è più il metro su cui si possa misurare la società, e, viceversa, la società non è più ipso facto umana” (Donati, 2009:199).

Eppure sono gli umani che hanno costruito la società che altro non è che un grande esperimento di relazione interpersonale tendente a far evolvere l’umano innato che risiede in ogni uomo, anche se questo processo evolutivo è oggi fuori controllo poiché ha perso la direzione da intraprendere nel flusso della storia.

E’ dunque indispensabile cogliere l’interrogativo esistenziale che sta dietro la necessità di distinguere l’umano dal non-umano mediante una ipotesi di definizione anche ermeneutica dell’umano.

Qualunque accesso si voglia percorrere per l’epistemologia dell’umano non si può fare a meno di percepire il sentimento collettivo che sta nell’espressione di questo concetto. Dentro l’umano sentiamo tre caratteristiche fondanti: la dimensione affettiva, la dimensione coscienziale e la dimensione relazionale. Affettività, e consapevolezza della medesima, sono tipiche del sentimento condiviso di umanità; la coscienza indica la via dello sviluppo del principio di individuazione che dà origine alla persona umana; il luogo in cui tali dimensioni si esplicano è quello della relazione tra persone.

La relazione è il primo atto dell’umano che diventa persona nel momento in cui non risponde più semplicemente allo stimolo dinamico, all’atto simbolico, all’emozionalità dell’altro ma ne prende coscienza, lo condivide e lo trasforma in sentimento. Anche il concetto di umanità è un sentimento condiviso dagli umani che hanno posto in essere in tale affermazione la dimensione evolutiva della affettività e della coscienza.

Attraverso la formazione di sentimenti condivisi, coscienti nelle culture o inconsci negli archetipi, si sono progressivamente raffinati i modi di relazione interumana: la coscienza e il linguaggio li hanno trasformati in norme, oggi a rischio di collasso per eccesso di complessificazione simbolica, la spinta energetica di trasformazione sociale ha impresso direzioni evolutive al cambiamento sociale, materializzato negli oggetti e nei manufatti costruiti e commerciati dagli umani per migliorare la loro esistenza nel mondo, i rapporti di fiducia hanno prodotto legami sempre più estesi con altri esseri umani a prescindere dalla famiglia, dal clan, dalla tribù, dalla nazione, dalla razza.

I sentimenti che accomunano gli umani si modificano, non necessariamente in senso evolutivo poiché possono intraprendere percorsi fallimentari e vicoli ciechi che non producono il miglioramento della affettività interumana e l’ampliamento della coscienza.

La teoria relazionale ha il compito di dare spiegazione alle diverse forme e stadi di relazione sia nella loro genesi che nella loro funzione. Solo quando nuovi modelli relazionali possono presentarsi in sintonia con il tempo di cambiamento della società vengono accettati purché rispettino l’armonia dell’equilibrio con altri sistemi relazionali esistenti e non superabili se non attraverso un nuovo orizzonte relazionale che contenga il cambiamento complessivo dei sistemi di relazione. 

La capacità di vedere le relazioni

Per ragionare in termini relazionali occorre sviluppare un nuovo punto di vista attraverso cui cogliere il senso e il sapore delle relazioni che ci circondano. O, meglio, portare alla consapevolezza ciò che inconsapevolmente percepiamo nella nostra quotidianità. Noi vediamo le persone ed i loro atteggiamenti nel loro esprimersi nei rapporti, con gli altri e con noi stessi. Vediamo anche noi stessi e diveniamo coscienti delle nostre qualità autoosservandoci nel rapporto che instauriamo con gli altri.

Il salto percettivo richiesto dalla teoria relazionale è quello di cogliere il nesso che lega l’atteggiamento dell’altro verso di noi e, contemporaneamente, il nostro atteggiamento verso l’altro. Tenendo presente che ciò che riusciamo a cogliere è sempre un costrutto di azioni e reazioni, con diversa durata nel tempo, che non ha una esistenza oggettiva nello spazio interpersonale perché risiede nella mente delle persone e li si implementa.

Lo spazio relazionale è dunque una astrazione che può però essere osservata e misurata e da cui dipende la costruzione dell’essere umano. Gli uomini apprendono dalle relazioni che vedono tra le altre persone e che vivono con le altre persone. La stessa soggettività di ciascun essere umano può essere concepita come la relazione che ciascun uomo ha con se stesso.

In questa prospettiva la teoria relazionale, e le sue applicazioni, può essere concepita come il traguardo dell’esercizio fenomenologico del mettere tra parentesi l’oggetto investigato ed interrogarsi coscientemente su di esso. In genere il processo percettivo delle relazioni che l’individuo vive con se stesso, con gli altri e con il mondo sociale e le sue produzioni di oggetti o di simboli, è immediato e direttamente introiettato fino a far parte del bagaglio conoscitivo inconscio della persona. Il punto di vista relazionale porta alla luce questo processo e spiega il consolidamento degli atteggiamenti, o la loro modificazione, nel mondo soggettivo di ciascun uomo. La relazione in atto è un vissuto che tiene compagnia alla solitudine esistenziale umana poiché è un legame con l’esperienza altrui che si trasforma in sentimento condiviso e può essere rappresentato con qualche simbolo. I simboli servono a rammentare il senso di quella esperienza condivisa ed a riproporla o riviverla.

Le tecniche di osservazione delle relazioni richiedono il semplice esercizio di domandarsi cosa è avvenuto nel corso del flusso discorsivo, emozionale o simbolico che ha caratterizzato una certa cornice relazionale: se osserviamo due persone che si scambiano alcune battute anche solo per la durata di qualche decina di secondi, percepiamo il significato della loro relazione pur senza fare l’esercizio di definire il tipo di rapporto intercorrente tra di loro. La tabella precedente mostra i possibili modi per definire cognitivamente e linguisticamente l’evento relazionale e le sue implicazioni nei soggetti. Ovvero la risistemazione dell’evento nel rapporto che ciascuno ha con se stesso, successiva alla relazione con l’altro.

Possono essere utilizzati a piacere tutti i diversi sistemi di catalogazione degli atti relazionali sopra descritti, così come possono essere efficaci i registri del tempo relazionale per maneggiare il significato di ciascuna cornice di eventi; ciò che conta è la comprensione dell’intimo rapporto tra l’evento e la coscienza dei soggetti che lo hanno vissuto, indipendentemente dalle categorie cognitive, emozionali o linguistiche con cui lo definiscono.

E’ la coscienza stessa che nasce e si espande attraverso l’atto di interrogarsi sul vissuto relazionale e poi su l’esito per la coscienza di tal vissuto ed infine sulla coscienza medesima mentre registra il sapore, o l’interpretazione, del vissuto.

Questa prospettiva mostra come il concetto sistemico di metacomunicazione sia inutilizzabile come base di una teoria relazionale poiché si relativizza nella sola dinamica della cornice comunicativa ed agisce solo in alcuni tipi di relazioni in cui si negozia la propria posizione nei confronti dell’altro. Anche l’approccio olistico è insufficiente poiché predetermina un sistema di osservazione in cui la coscienza ha una superficie delimitata dal suo rapporto con l’inconscio e non si apre ad una espansione tendenzialmente senza confini. La teoria relazionale scaturita dalla ricerca attiva del counseling di aiuto mostra invece le grandi potenzialità della coscienza che può estendersi verso la consapevolezza delle relazioni che ha con i diversi mondi della vita in cui agisce.

Il modello di teoria relazionale di PREPOS ha un impianto schematico su sette tipi di relazioni di affinità, e altrettanti di opposizione, già descritti nelle pagine precedenti che in questo capitolo verranno presentati dapprima in connessione con le ricerche teoriche sulla relazionalità e poi nei loro risvolti applicativi di miglioramento.

L’espansione della consapevolezza ci guida verso il miglioramento delle relazioni le quali, a loro volta, se introiettate e comprese, possono costruire ulteriori reticoli neuronali utili come base di appoggio per l’ulteriore espansione della coscienza.

 

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L'ass. I.N.S.E.U. si mpegna a realizzare una serie di azioni per la promozione dell'Azione Europea Contro le droghe. Pubblicheremo sul nostro sito web le informazioni relative alla campagna di prevenzione ed articoli inerenti l'argomento da pubblicare anche su media locali che pubblicizzino questo progetto. Distribuiremo il materiale informativo di EAD (ricevuto dall'organizzazione centrale della commissione europea EAD) per sensibilizzare le persone nel corso delle manifestazioni pubbliche  che svolgeremo nei primi 6 mesi del 2010, raggiungendo almeno 600 beneficiari diretti, tra cui un 50% di giovani. Organizzeremo una conferenza in uno spazio pubblico sul tema droga nel primo trimestre del 2010, con testimonianze dirette di ex tossicodipendenti nella veste di testimoni sopravvissuti al pericolo delle droghe. Alla conferenza inviteremo gli studenti delle scuole superiori e il mondo associativo locale, coinvolgendo oltre 300 persone. Intendiamo anche collaborare con associazioni internazionali come Narcotici Anonimi.

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Il Comune di Roma, Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione Lavoro, Direzione Lavoro e Formazione Professionale - U.O. Programmazione degli interventi di promozione, sostegno e orientamento al lavoro, con i progetti PO.INT, finanziati dalla Provincia di Roma nell’ambito del FSE, promuove le attività di orientamento al lavoro come supporto ai Servizi per l’Impiego (SPI) nell’ottica di un rafforzamento della loro rete sul territorio e di un concreto servizio di assistenza e consulenza tecnica per la creazione d’impresa, tutoraggio allo start-up ed  incubazione diffusa e su struttura (uso ufficio) per un periodo di n. 3 mesi. L’incubatore su struttura è ubicato in Roma, Via G.A. Badoero, 51 (zona Garbatella) ed è gestito da Ass.For.SEO.

 

BENEFICIARI

Possono usufruire dei servizi di assistenza e consulenza tecnica per la creazione d’impresa e tutoraggio allo start-up e dei servizi di incubazione diffusa e su struttura (uso ufficio):

1. disoccupati, inoccupati, svantaggiati, donne, immigrati che intendono creare una impresa  di capitali o di persone, no profit;

2. imprese da costituire o costituite da non oltre 12 mesi.

Per partecipare alle attività di accoglienza e orientamento, i destinatari devono recarsi ad uno dei 18 PO.INT C.O.L. e compilare la relativa domanda.

 

SERVIZI

Nell’ambito dei 18 progetti  PO.INT COL  l’Associazione Ass.For.SEO garantirà un servizio di incubazione diffusa mediante l’erogazione a n. 18 imprese dei servizi necessari per realizzare la loro attività e creare una rete di scambio, informazione e confronto tra le imprese incubate.

In particolare tale servizio si articolerà attraverso:

  1. Assistenza e consulenza tecnica per la creazione d’impresa e tutoraggio allo start-up

attraverso i seguenti servizi:

  • tutoraggio, monitoraggio e valutazione delle attività imprenditoriali;
  • consulenza commerciale, finanziaria, del lavoro, per l’accesso alla finanza agevolata;
  • organizzazione di workshop e focus group;
  • networking: sviluppo di relazioni e sinergie tra le imprese agevolate e tra le stesse e soggetti esterni pubblici e privati;
  • progettazione d’impresa, analisi di mercato, gestione amministrativa, contabile e finanziaria, comunicazione, promozione e marketing;
  • certificazione di qualità e responsabilità sociale d’impresa;
  1. Erogazione di servizi di incubazione diffusa e in struttura

L’attività di incubazione diffusa si svolgerà presso i Centri di Orientamento al Lavoro (COL) di riferimento (vedi allegato A) per un periodo di 1 mese . L’attività di incubazione su struttura si svolgerà in loco a Via G. A. Badoero, 51 per un periodo di 3 mesi con la disponibilità della seguente strumentazione:

  • N. 1 postazione arredata con sedia e scrivania, PC e relativa stampante;
  • linea telefonica abilitata in entrata e uscita per le chiamate urbane;
  • connessione ad internet;
  • sala riunione ed aula per la realizzazione di incontri e seminari;
  • Servizio di segreteria dotato di un locale attrezzato con n. 1 postazione di lavoro, n. 1 PC con connessione internet, stampante, telefono/fax e fotocopiatrice.

 

TEMPI DI PERMANENZA

L’insediamento presso l’incubatore su struttura ha durata massima di 3 mesi.

 

MODALITÀ DI FRUIZIONE INCUBATORE SU STRUTTURA (USO UFFICIO)

I rapporti fra l’ente gestore ed i beneficiari sono regolati da un Regolamento che deve essere sottoscritto al momento dell’insediamento.

 

TERMINI E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

I beneficiari potranno usufruire delle attività di accoglienza e orientamento al lavoro presso i 18 PO.INT COL fino al 28 settembre 2010.

Coloro che intendono usufruire dei servizi di assistenza e consulenza tecnica per la creazione d’impresa e tutoraggio allo start-up, di incubazione diffusa e su struttura (uso ufficio), possono fare domanda fino al 21 maggio 2010 presso i 18 PO.INT COL dislocati sul territorio del Comune di Roma.

 

PER DETTAGLI CONTATTARE IL COL (Centro Orientamento Lavoro) di Via Baldassarre Longhena 84 - ROMA - 00163 - Cell. 3289590875 - massimo.catalucci@libero.it

Consulente Massimo Catalucci 

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CONFERENZA

Villaricca (NA) CAMPANIA - 22/06/2010

 

Con il patrocinio del Comune di Villaricca

 

Le Associazioni

 

Istituto Nazionale di Studi dell'Esperienza Umana

 

 

Associaizone Cluturart ONLUS Giugliano

 

       

 

PRESENTANO LA CONFERENZA DAL TEMA

 

STRAORDINARIA-MENTE:

l'Intelligenza Emotiva........il Piacere di Evitare la Sofferenza

 

"Perchè persone assunte sulla base di classici test d'intelligenza si possono rivelare inadatte al loro lavoro? Perchè un matrimonio può andare a rotoli anche se il quoziente intellettivo di entrambi i coniugi è altissimo?

La facoltà che governa settori così decisivi dell'esistenza non è l'intelligenza astratta dei soliti test, ma una complessa miscela in cui hanno un ruolo predominante fattori come l'autocontrollo, la perseveranza, l'empatia e l'attenzione agli altri.

L'Intelligenza Emotiva consente di governare le emozioni e guidarle nelle direzioni più opportune; spinge alla ricerca di benefici duraturi piuttosto che al soddisfacimento degli appetiti più immediati; si può apprendere, perfezionare e insegnare anche ai bambini, rimuovendo alla radice le cause di molti gravi squilibri caratteriali."

(Tratto dal Libro di Daniel Goleman: Intelligenza Emotiva)

 

In questa conferenza spiegheremo cos'è l'emotività e perchè la fa da padrone nella nostra vita. Consocerla ci da l'opportunità di apprendere la sua struttura,  dialogarci e soddisfare i nostri bisogni conformemente alla loro natura.

 

Relatori:

Massimo Catalucci

Counselor Trainer PNL

Presidente Ass. I.N.S.E.U

 

 

Dott. Domenico Giuseppe Bozza

Psicologo esperto in comunicazione

 

Dott.ssa De Carlo Teresa

Psicopedagogista

 

Interverranno:

Dott.Ing.  Giosuè Di Marino

Sindaco Comune di Villaricca

Dott. Palumbo Vincenzo

Assessore alla Cultura Comune di Villaricca

 

Moderatrice:

Dott.ssa  Silvana Palmieri

 

 

L'evento è riconosciuto e accreditato dalla

 

 "Scoietà Italiana Armonizzatori Familiari, Conuselor e Operatori Olistici"

 

N.B. Ai presenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione e per gli Armonizzatori Familiari, Conuselor e Operatori Olistici

certificati dalla S.I.A.F.  ha validità  di 6 crediti ECP

(Educazione Continua Formativa)

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SETTIMANA OLISTICA

Lisciano Niccone (PG) UMBRIA - dall'11 al 18 luglio 2010

 

IL 16 LUGLIO dalle ORE 10.30 alle 12.30

Massimo Catalucci

riproporrà in UMBRIA la conferenza

 

STRAORDINARIA-MENTE:

l'Intelligenza Emotiva........il Piacere di Evitare la Sofferenza

successivamente alla conferenza, lo stesso Massimo Catalucci (Counselor Trainer PNL Supervisor) darà l'opportunità ad alcune persone di partecipare ad una seduta individuale di Counseling.

PER INFORMAZIONI CLICCA SULL'IMMAGINE QUI SOTTO

 

 

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  COMUNICATO FAIP

 

Il Presidente Prof. Dott. Roberto Parrini ed i Vicepresidenti Dott.ssa Maria Rosaria Russo (Divisione Psicoterapia) e il

Dott. Vincenzo Masini (Divisione Counseling),

unitamente al Consiglio Direttivo,

sono lieti di comunicare che la

 

FAIP – FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ITALIANE DI PSICOTERAPIA

 

organizzerà un Convegno per il giorno

 

6 ottobre 2010 alle ore 10.30 presso la Sala delle Conferenze di PALAZZO MARINI (Camera dei Deputati), via del Pozzetto 158 in Roma.

 

Al convegno, dal titolo

LA PROFESSIONE DI COUNSELOR: IDENTITA’ E CONFINI

sono stati invitati Politici, Parlamentari e Presidenti degli ordini professionali degli Psicologi e dei Medici.

 

Estendiamo l’invito a tutte le organizzazioni ed associazioni di Counseling,  nonché a tutti i Direttori delle scuole di Counseling,  a cui chiediamo di prenotarsi rispondendo a questa mail entro il 6 AGOSTO p.v., così da consentirci una attenta organizzazione dei lavori, oltre che un elenco di partecipanti da fornire alle Autorità.

 

L’iniziativa, che cadrà a ridosso di un incontro del ministro Alfano con i rappresentanti delle professioni non riconosciute (20 settembre 2010) e dell’incontro degli stati generali del COLAP          (22 settembre 2010), vuole significare la specificità della nostra professione.

 

Ribadiamo che l’unità dei Counselor che la FAIP persegue da sempre è assolutamente necessaria in questo delicato e importante momento della politica professionale.

 

In ragione dei nostri comuni obiettivi,  la FAIP chiama alla più grande unità non solo le Scuole e i Counselors ad essa aderenti, ma anche tutti i Colleghi e tutte le Associazioni di Counseling italiane.

 

Fraterni Saluti

Il Presidente Prof. Dott. Roberto Parrini

 

 

N.B. : Per la partecipazione è gradito l’abito scuro.

 

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 III GIORNATA NAZIONALE di STUDI S.I.A.F. 

La Professione di Counseling

Il prossimo 12 e 13 marzo 2011 presso un agriturismo del nostro territorio dell’Agro Pontino, con il patrocinio del Comune di Ardea, si terrà la “III giornata Nazionale di Studi S.I.A.F.”, dove verrà messo a punto il piano di attuazione dei Criteri di Valutazione per la Certificazione di Counselor e l’Iscrizione nei Registri Nazionali S.I.A.F. (Società Italiana Armonizzatori Familiari, Counselor e Operatori Olistici). Come ci spiega il Presidente della SIAF dott.ssa Floriana Rubino, l’Ente da lei rappresentato, già da tempo ha  attivato un programma di lavoro intento alla realizzazione di un protocollo di riferimento per orientare i propri supervisori nazionali nella valutazione dei  Curriculum Vitae dei nuovi candidati alla professione di Counselor. Così come nella realizzazione di una programmazione di base alla quale le scuole di Counseling possono fare riferimento per l’attuazione di programmi didattici finalizzati alla formazione di nuovi Counselor. La S.I.A.F. raccoglie di fatto quanto previsto dalla direttiva europea 2005/36/CE (riconoscimento delle nuove qualifiche professionali non regolamentate) ed è attenta anche a quanto già espresso in termini di riconoscimento delle qualifiche professionali, in altri paesi dell’U.E..

L’organizzazione dell’evento in programma sarà interamente gestita dall’Associazione I.N.S.E.U. (Istituto Nazionale di Studi dell’Esperienza Umana), Ente accreditato nell’elenco delle Associazioni del Terzo Settore presso l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Ardea e Scuola di Counseling Accreditata alla S.I.A.F..  

Il presidente dell’Ass. I.N.S.E.U., Massimo Catalucci, coordinatore d’Area del Centro Italia per la S.I.A.F., evidenzia come nel nostro paese il Counseling sia una delle professioni emergenti che sta riscuotendo molti consensi nel settore dei servizi alla persona di carattere socio assistenziale.

“A tal proposito, la S.I.A.F., - prosegue Massimo Catalucci - essendo un’Associazione di Categoria Nazionale, intende mantenere alto il livello di certificazione dei Counselor iscritti nei propri elenchi, per cui le giornate di lavoro di sabato 12 e domenica 13 marzo, saranno motivo ulteriore di ricerca e studio di modelli applicativi flessibili ma orientativi per l’accesso alla nostra   certificazione professionale, sia da parte di coloro che intendono esercitare in futuro la professione di Counselor o che si trovino già in attività. Inoltre la SIAF, ponendosi come organo di controllo sulla qualità della professionalità esercitata dai propri professionisti nel corso dello svolgimento delle loro attività di Counseling, impone ai suoi iscritti di mantenere un alto profilo professionale. I Counselor che scelgono quindi di iscriversi nell’elenco dei professionisti S.I.A.F., oltre a produrre i requisiti richiesti per l’accesso, dovranno, successivamente alla prima iscrizione, acquisire crediti professionali, definiti ECP (Educazione Continua Professionale), attraverso la partecipazione costante e continuativa a corsi di aggiornamento specifici per la categoria a cui fanno riferimento.

In questo modo la  SIAF  intende tutelare, da una parte, il professionista Counselor nei confronti di chi potrebbe esercitare la stessa attività senza le conoscenze e le competenze adeguate, dall’altra tutelare l’utenza, ovvero coloro che fanno richiesta del servizio di Counseling (beneficiario del servizio socio assistenziale)”. In Italia purtroppo, chiunque attualmente potrebbe dichiarasi “Counselor”, proprio per effetto di una legge che tarda ad arrivare. Nel frattempo però, mentre allo stato attuale non esiste una regolamentazione della professione di Counselor, così come per tante altre libere professioni, chi esercita la professione di Counseling deve comunque applicare le normative di legge relativamente agli aspetti fiscali, previdenziali e assicurativi, per cui per esercitare è necessaria in primo luogo l’apertura di una partita IVA (codice attività da produrre per l’attivazione è 88.99.00 e la categoria di riferimento è quella delle “attività socio assistenziali non  residenziali nca”). Massimo Catalucci conclude dicendo: “credo che in qualsiasi paese civile sia giusto essere in regola con le normative fiscali, previdenziali ed assicurative, ma credo sia anche giusto in un paese che vuole far parte a pieno diritto della comunità europea, riconoscere formalmente, attraverso una legge specifica, l’identità dei professionisti Counselor, proprio in riferimento della già citata direttiva europea 2005/36/CE (riconoscimento delle nuove qualifiche professionali non regolamentate).

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